Antropologia del linguaggio

Le parti costitutive che sono inerenti al processo linguistico corrispondono alle “cinque azioni d’efficacia” della dinamica del linguaggio. Esse hanno un rapporto particolare con lo sviluppo umano. A cura di Francesca Ghelfi

a cura di Francesca Ghelfi; tratto da B. DenJean-von Stryk e D. von Bonin, Arte della Parola terapeutica, editrice Novalis

Le parti costitutive che sono inerenti al processo linguistico corrispondono alle “cinque azioni d’efficacia” della dinamica del linguaggio. Esse hanno un rapporto particolare con lo sviluppo umano.
Questo si può osservare nella crescita del bambino nel quale la conquista del linguaggio procede parallelamente al suo sviluppo. Qui si chiariscono le legittimità che hanno le loro validità in ogni fase della vita e che possono essere acquisite sempre di nuovo. Il bambino lavora, tramite il suo corpo e i suoi movimenti (per esempio il camminare dei piedi e attività motoria fina), al linguaggio e tramite questo, attraverso il respiro, al pensare. L’adulto percorre la via opposta: deve di nuovo entrare con la sua coscienza nei processi del linguaggio per poter influire sul corpo fisico tramite esso.

Le “cinque azioni d’efficacia” dello sviluppo linguistico         
Sono cinque “azioni d’efficacia” del linguaggio che vivono legittimamente in esso e che sono la base di ogni sviluppo dello stesso. Poiché il bambino che cresce si appropria del parlare secondo queste legittimità afferrando tramite i processi del respiro, il suo corpo, Rudolf Steiner ha orientato secondo queste l’educazione del linguaggio e del respiro, inserendone le indicazioni nell’ambito del piano di studi delle scuole Waldorf (Stockmeyer, Rudolf Steiners Lehrplan für die Waldorfschule; Christa Slezak-Schindler, Künstlerisches Sprechen im Schulalter; Stuttgart 1978).

1-Articolazione. La prima azione d’efficacia del linguaggio si rivela nei suoni. Tramite essi l’uomo impara, a partire dall’infanzia, ad articolarsi nel linguaggio e a regolare il respiro. La sua forza creatrice plastica ha un effetto formatore per gli organi, cioè l’Io partecipa tramite l’articolazione dell’individualità alla sua organizzazione fisica. Se le forze d’articolazione vengono usate in modo carente, rimane incompleto anche lo sviluppo degli organi. Se non influisce la forza dell’elemento consonantico nel linguaggio tramite esempio e imitazione nella età dell’infanzia, rimane per esempio il cervello non ben formato e non articolato (Rudolf Steiner, conferenza del 2/8/1922, in O.O. 347). L’Io interviene creando la sua organizzazione animico-spirituale e corporea con ogni formazione dei suoni chiaramente articolata. Per sostenere questo processo occorrono giochi del suono e delle mani, “battere” il ritmo con molte consonanti, svolgere anche il racconto in modo “consonantico” nelle fiabe della prima classe elementare.
Indicazione di Rudolf Steiner: “Richiamare i bambini al parlare chiaro”.

2-Ritmo. Il collegamento del suono nella sillaba segue al parlare ritmico.
Tutto il ritmo si svolge nel passaggio tra contrazione ed espansione, un processo che è alla base della espirazione ed inspirazione. Così si ordinano i processi vitali ritmici che “ancorano” l’Io del piccolo bambino più fortemente all’organismo del respiro. Versi e filastrocche ritmiche anche battute con le mani e camminate (per esempio come cavalli veloci e lenti ecc.). Queste due azioni d’efficacia del linguaggio sono il presupposto fisico eterico di base per uno sviluppo sano del linguaggio.

3-Dinamica. Solo quando sono controllate le due azioni precedenti l’anima può sviluppare un sentimento per la dinamica intrinseca al linguaggio.
Questa dinamica stessa conduce le forme plastiche d’articolazione e i ritmi del linguaggio in una musicalità vocale interiormente mossa, ascendente e discendente, più veloce e più lenta: nasce il melos. Per questo l’anima oscilla nel processo del linguaggio, si libera e si rafforza quanto più le è possibile di esprimere le sfumature delle vocali e quanto più piacevole trova il suo proprio suono di base.
Un parlare ricco di sfumature si trova, per esempio, nei dialoghi delle fiabe che si esercitano nella II classe elementare. Stimolare un bel parlare può insegnare, nei vari piccoli giochi del linguaggio e nelle poesie, a udire come risuona diversamente il mondo.
Un poderoso toro mandò in frantumi
con le sue corna le assi più alte,
Mentre passava attraverso la bassa
porta della stalla.
 “Osserva, pastore” gridò un giovane
vitello “Io non ti procuro certi danni”
 “Come mi sarebbe caro” replicò questi
 “Che anche tu lo potessi fare!”
 (Lessing)

4-Stile. Nei vari elementi stilistici del linguaggio si esprime la quarta azione d’efficacia. La creazione differenziata dell’approccio epico, lirico e drammatico, il modo di parlare declamatorio o recitatorio come i vari stili della poesia hanno un carattere risvegliatore per l’anima. Il respiro del bambino si è approfondito nell’undicesimo anno della vita in una misura che ora crea un rapporto con il sistema del sangue.
Ora nasce un nuovo collegamento tra anima e corpo. Passo dopo passo si stabilisce un quoziente polso-respiro stabile. Questo processo, indispensabile per la cosiddetta “maturità del respiro”, viene supportato nella IV classe elementare, secondo le indicazioni di Rudolf Steiner, dal lavoro intenso sulla allitterazione declamatoria, approfondendo il respiro. Nella V classe elementare, quando sangue e respiro sono entrati in un dialogo, si lavora allo stile recitatorio dell’esametro ritmico e in tal modo si armonizzano i processi fisici e animici.

5-Gesto. Tramite le sue legittimità, il linguaggio conduce l’uomo al gesto che, essendo la base delle parole, ne rivela il vero essere. L’uomo che parla diventa, con il lavoro sui gesti fondamentali, uno strumento complessivo del linguaggio vivente, una metamorfosi purificatrice del suo sé. Il gesto del linguaggio, che rende udibili i gesti principali degli esseri e delle cose nella creazione musicale-plastica della parola, conduce lo spaziale nel temporale e la materia nell’eterico-vivente: esso ha un’altissima qualità spirituale.
Avvicinandosi al quattordicesimo anno di età, l’adolescente incomincia a dissociarsi da tutto ciò che fino ad allora era prestabilito, egli è sulla via della ricerca di se stesso e del senso dell’essere del mondo. Questa drammaticità interiore e il nuovo orientamento verso il tempo della “maturità terrestre” – pubertà – viene preparato tramite le ballate e finalmente si rende possibile in quell’età, nel teatro, l’esperienza del corpo e dell’anima in un nuovo ruolo.

Le cinque azioni d’efficacia del linguaggio citate , dimostrano l’immagine primaria dell’uomo sano e del suo sviluppo. Partendo dall’Io il corpo fisico viene afferrato e creato dalla formazione dei suoni. Il ritmo è la base di tutto il vitale ed è l’espressione dell’essere dell’organizzazione eterica. Il corpo astrale oscilla in processi dinamici, differenziati. L’Io, che si sveglia allo stile dell’altrui, può comprendere se stesso e rivelarsi secondo la sua spiritualità.
La via d’esercizio dell’Arte della Parola sviluppata da Rudolf Steiner e da Marie Steiner-von Sivers è orientata verso le regole linguistiche-antropologiche sopra menzionate.
Questa via è stata approfondita da Christa Slezak-Schindler in un lavoro di ricerca durato per decenni ed è stata portata nella formulazione oggi esistente (Christa Slezak-Schindler, Vom Leben mit dem Wort. Fünf Wirksamkeiten der Sprache und des Sprechens; Dornach 1992).
Nei primi cinque esercizi per l’articolazione (Dass er dir log… Protzig preist… – Da te di lor… Prezzi pranzi…) queste indicazioni sono state portate in passi chiari e, in altri gruppi d’esercizio, vengono sperimentate loro differenziazioni e ampliamenti.
• Parlare chiaro – crea gli organi
• Parlare ritmico – ordina
• Parlare dinamico – libera e rafforza
• Parlare stilistico – sveglia
• Parlare con gesti animici – purifica

La parola in rapporto alle altre arti (R. Steiner, Enigmi dell’anima, O.O. 21)
Con gli strumenti del linguaggio e con la figura umana da essi creata, lo spirito del linguaggio si è creato uno strumento che viene attivato dall’Io e che viene portato al movimento dal linguaggio stesso. Questo punto di vista è una base essenziale dell’antropologia antroposofica e dentro di essa la si trova rappresentata in vari modi (Rudolf Steiner, conferenza del 20/1/1910, in O.O. 59). Dall’interiorità questa parola dovrebbe risuonare incontro allo spirito, poiché un tempo è stata creata dallo spirito stesso. Questo è l’obiettivo dello sviluppo umano: divenire una personalità individuale (personare – per suonare).
La “casa uomo” è architettura del linguaggio. Da questa dipende come l’uomo riesca a svilupparsi parlando.
Tramite l’attivazione degli strumenti creatori dell’uomo si formano strutture plastiche nell’aria. Come l’artista che lavora le forme plastiche con la creta, lo scultore la pietra o il legno, nello stesso modo l’artista del linguaggio lavora nel flusso d’espirazione i gesti del suono. Nascono colori dell’anima quando il ritmo del respiro circonda, nel suono delle parole e in uguale misura, la luce del pensiero, i processi non coscienti della volontà e li conduce all’unità che vive nella creazione vocalica-consonantica della parola. Se si trovano il ritmo del respiro e del linguaggio salgono immediatamente nell’anima le immagini colorate. All’anima stessa la voce dona una vita individuale tra melos e intonazione. L’altrimenti visibile nello spazio diventa udibile nel flusso del tempo e con la creazione del suono si libera l’essere dell’Io.
La poesia, che al linguaggio rende possibile l’espressione artistica, si basa sui vari elementi stilistici. La parola del poeta si ricrea fin nei processi ritmici vitali quando viene percepita secondo il suo essere. Allo stesso modo l’organismo del linguaggio vive la sua trasformazione nell’esercizio dei vari punti d’articolazione dei suoni.
Il gesto euritmico vive invisibile come forma del suono e del gesto animico nella voce creata artisticamente. In tale modo si creano gli elementi appariscenti dell’euritmia – passi della sillaba, forma del suono e gesto – nello spazio dell’ascolto. Sempre di più la voce e l’organismo del sangue, essendo le basi dell’egoità, si possono purificare lasciandosi trasformare dalle forze del linguaggio. Si può intuire che su un piano futuro l’uomo si sarà compenetrato con il linguaggio ed avrà così convertita, transunstanziata, tutta la sua organizzazione corporea in un processo di creazione del respiro.
L’uomo Spirito sarà l’uomo del respiro trasformato dalla parola.

da ArteMedica n. 10

Leave a Reply